NFORMAZIONI PER LE VITTIME DI VIOLENZA DI GENERE O DI REATI VIOLENTI NELL’AMBITO DI RELAZIONI FAMILIARI, AFFETTIVE O DI CONVIVENZA
Le indagini relative ai reati riconducibili a violenza di genere e a tutti i reati violenti nell’ambito di relazioni familiari, affettive o di convivenza, ai quali va assicurata una trattazione prioritaria, sono trattati dal Dipartimento "Soggetti Deboli" di questa Procura.
Tra i reati più frequentemente trattati si annoverano i seguenti:
- violazione degli obblighi di assistenza familiare, anche in caso di separazione e di scioglimento del matrimonio
- Sottrazione di minori o di persone incapaci, anche all’estero
- Abbandono di persone minori o incapaci
- Maltrattamenti in famiglia
- Stalking
- Lesioni in ambito familiare
- Violenze sessuali, anche di gruppo
- Atti sessuali con minorenne, corruzione ed adescamento di minorenni
- Reati in materia di pedopornografia, ivi compresa l’istigazione alla pedofilia ed alla pedopornografia
- Revenge porn
- Prostituzione minorile e sfruttamento della prostituzione
- Organizzazione dell’accattonaggio ed impiego di minori nell’accattonaggio
- Sequestro di persona in ambito familiare
- Estorsioni in ambito familiare
- Circonvenzione di persone incapaci
- Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili e di deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso
- Interruzioni di gravidanza non consensuale
- Omicidi commessi nell’ambito delle relazioni affettive
- Morte come conseguenza di maltrattamenti
- Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale
- Traffico di organi prelevati da persona vivente
MODALITA’ DI DENUNCIA/QUERELA
Nella qualità di vittime di reati di violenza, è possibile presentare una denuncia/querela alle FF.OO., ai Carabinieri o alla Polizia di Stato. Di norma, entro tre giorni da quando perviene presso l’ufficio di Procura una denuncia o una querela per fatti di violenza (maltrattamenti, violenza sessuale, stalking, lesioni gravi, etc.), chi ha denunciato viene convocato direttamente davanti al Pubblico Ministero per rendere informazioni sui fatti denunciati. Per alcuni reati, è possibile rimettere la querela (“ritirare”), cioè dichiarare che non si vuole più che l’autore del fatto sia punito, per esempio in caso di stalking. Per altri reati, una volta presentata la denuncia, anche se la persona offesa cambia idea, il Pubblico Ministero procede comunque nelle indagini a carico dell’autore del reato. La persona offesa di questi reati beneficia del “gratuito patrocinio”, cioè ha diritto ad avere un avvocato che la difenda, a spese dello Stato, a prescindere dai limiti di reddito.
CONTATTI UTILI
- 1522 attivo 24h (trattasi di servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per le pari opportunità che offre un supporto telefonico)
- centro antiviolenza (CAV) o sportelli antiviolenza istituiti presso gli ospedali
- 114 telefono azzurro emergenza infanzia